La Heroes Card traccia ogni tua donazione e la trasforma in Punti Heroes. Più accumuli, più premi esclusivi sblocchi dai partner convenzionati. Vive su Apple Wallet e Google Wallet.
Scegli le organizzazioni no-profit che vuoi sostenere. Ogni euro donato genera Punti Heroes visibili in tempo reale sulla tua tessera digitale.
I Punti Heroes si accumulano automaticamente. Il tuo tier determina il moltiplicatore: da 1× Hero fino a 2.5× Ambassador. Più alto il tier, più veloce cresci.
Converti i punti in vantaggi esclusivi: sconti partner, eventi fisici, esperienze premium, contenuti riservati. Il tuo impatto ti ricompensa concretamente.
OH non è solo una tessera fedeltà. È l'infrastruttura che mancava al mondo no-profit: un sistema unico dove le associazioni gestiscono i loro progetti, i donatori tracciano ogni contributo e i partner creano valore reale.
Un catalogo verificato di organizzazioni no-profit italiane. Ogni associazione ha la sua pagina pubblica con progetti attivi, aste live e tracciabilità in tempo reale dei fondi raccolti. I donatori trovano le cause che li muovono davvero.
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Il primo e unico wallet digitale del Terzo Settore. Traccia donazioni, accumula Punti Heroes e porta la tua tessera sempre con te su Apple Wallet e Google Wallet. Un conto trasparente del bene che fai.
Le convenzioni partner sono ancora poche: per questo il prezzo è al 50%. Man mano che crescono, i tuoi vantaggi aumentano. Il tuo prezzo no.
Siamo all'inizio. Le convenzioni con i partner sono ancora poche — ed è esattamente per questo che i prezzi sono dimezzati. Stai entrando prima che tutto cresca.
Man mano che Ordinary Heroes stringe nuove convenzioni, i vantaggi della tua tessera aumentano automaticamente. Nessuna azione richiesta: hai accesso a tutto il nuovo, subito.
Il tuo prezzo, però, resta invariato. Per sempre.
Chi entra oggi paga il prezzo di lancio. Chi entra domani — quando ci saranno decine di partner — pagherà il doppio per gli stessi vantaggi che tu hai già. Il bene conviene, se ci credi in anticipo.
Entri nell'ecosistema al prezzo più basso possibile. Già oggi accumuli punti e accedi ai benefit base.
Le convenzioni crescono. Sconti, esperienze e premi si moltiplicano. La tua tessera si potenzia in automatico.
I nuovi iscritti pagheranno il prezzo intero. Tu no — il tuo prezzo è bloccato al momento dell'iscrizione.
Notifiche push per ogni nuovo partner. Accesso prioritario agli eventi. Il tuo impatto si misura, si vede, si sente.
I partner convenzionati sono in continuo aumento. Ogni nuovo accordo aggiunge vantaggi concreti per tutti i titolari Heroes Card — senza costi aggiuntivi.




Hai un'azienda? Diventa partner OH → · Visibilità, badge verificato, accesso a una community di donatori attivi.
Cosa sta succedendo nel mondo della charity, del welfare e dell'impatto sociale. Due letture per capire perché Ordinary Heroes arriva nel momento giusto.
Trasparenza, gamification e blockchain stanno ridisegnando il rapporto tra donatori e organizzazioni non profit. Ecco dove stiamo andando.
Dal reporting obbligatorio alle strategie di impatto condiviso: il mercato corporate sta cambiando, e le PMI non possono permettersi di restare indietro.
Unisciti agli Ordinary Heroes. Accumula punti, sblocca convenzioni esclusive e dimostra che fare del bene può tornare indietro — amplificato.
Per decenni, la donazione è stata un atto privato, quasi anonimo. Si metteva una banconota in una buca, si accettava un bollettino postale, si firmava un RID che poi si dimenticava. Il donatore non sapeva dove finivano i suoi soldi. L'organizzazione non sapeva nulla di lui. Un sistema sordo da entrambe le parti.
Secondo le ultime rilevazioni Istat, solo il 20% delle donazioni effettuate in Italia è tracciabile in modo chiaro e trasparente dai donatori stessi. Il 60% delle organizzazioni non profit non dispone di strumenti digitali adeguati per la raccolta fondi online. Il risultato? Una crisi di fiducia strutturale che allontana soprattutto i giovani: gli under 24 rappresentano meno del 6% dei donatori abituali.
La risposta a questa crisi non viene dal tradizionale settore nonprofit. Viene dalla contaminazione tra fintech, blockchain e design dell'esperienza utente. La cosiddetta "charity 3.0" ridefinisce la donazione come un'esperienza: misurabile, premiante, condivisibile.
Il meccanismo è semplice ma radicale: ogni donazione genera un dato. Quel dato diventa un punto. Quei punti si accumulano in un wallet digitale e si convertono in vantaggi concreti — sconti, esperienze, accesso a eventi. La blockchain garantisce l'immutabilità del tracciato: ogni euro donato ha una storia verificabile.
La gamification applicata alla charity non è una trovata di marketing. È una risposta scientificamente fondata alla psicologia del comportamento prosociale. Quando il gesto di bene genera un feedback immediato e tangibile, la probabilità che si ripeta aumenta del 34% secondo una ricerca del MIT Media Lab del 2024.
Il risultato non è solo più donazioni: è più coinvolgimento, più fidelizzazione, più comunità. I donatori 3.0 non si limitano a dare — parlano della loro scelta, la condividono, la difendono. Diventano ambasciatori. Diventano eroi.
La svolta definitiva arriva quando le aziende entrano nell'equazione. Le convenzioni tra piattaforme charity e partner commerciali creano un circolo virtuoso: il donatore ottiene sconti reali, l'azienda ottiene visibilità su un pubblico selezionato e valorialmente allineato, l'organizzazione nonprofit ottiene fondi stabili. Un win-win-win che il modello tradizionale della beneficenza non aveva mai prodotto.
In questo scenario, essere early adopter — sia come donatore che come partner aziendale — significa entrare nell'ecosistema quando i vantaggi competitivi sono ancora massimi e i costi minimi. La finestra si chiuderà presto.
Nel 2026, le aziende italiane non possono più ignorare il tema ESG. Non è una questione di immagine: è una questione di sopravvivenza competitiva. Le normative europee — dalla CSRD alla Tassonomia verde — stanno rendendo obbligatorio ciò che fino a ieri era volontario. Ma il vero cambiamento non viene dall'alto. Viene dal basso.
Secondo una ricerca Deloitte 2025, il 67% dei Millennials e il 71% della Gen Z dichiara di scegliere il datore di lavoro anche in base al suo impegno sociale e ambientale. Nella guerra per i talenti che caratterizza il mercato del lavoro post-pandemia, le aziende che non hanno una storia credibile di impatto sociale perdono candidati di qualità a favore di competitor più sensibili.
Il welfare aziendale tradizionale — ticket restaurant, assicurazioni integrative, convenzioni con palestre — non basta più. I collaboratori cercano qualcosa di più: senso. Vogliono sentire che la loro azienda contribuisce a qualcosa di più grande.
Il paradigma sta cambiando dalla Corporate Social Responsibility (CSR) — fare del bene come obbligo o PR — al Creating Shared Value (CSV): costruire valore economico creando anche valore per la società. Non sono più attività separate. Sono la stessa attività.
In questo contesto, strumenti come la Heroes Card di Ordinary Heroes diventano infrastruttura aziendale: permettono di misurare l'impatto sociale delle donazioni dei dipendenti, di tracciarlo in report ESG verificabili, di collegare il comportamento prosociale dei collaboratori a benefit concreti che migliorano il clima aziendale.
Il problema è che la maggior parte delle PMI italiane — che rappresentano il 99% del tessuto produttivo nazionale — non ha ancora gli strumenti per partecipare a questo cambiamento. Il reporting ESG è percepito come un onere burocratico per grandi corporation. Le soluzioni disponibili sul mercato sono costose, complesse, pensate per realtà con decine di migliaia di dipendenti.
La charity 3.0 risolve questo problema dall'angolo opposto: parte dall'esperienza del singolo donatore-dipendente, costruisce dati di impatto in modo automatico e li rende disponibili all'azienda in forma di dashboard. Il welfare diventa misurabile senza burocrazia aggiuntiva.
Le aziende che si affiliano oggi come partner di ecosistemi charity digitali stanno costruendo un vantaggio competitivo che si amplifica nel tempo. Le convenzioni siglate in fase early danno visibilità su una community in crescita, costruiscono una narrativa ESG autentica — non comprata, ma guadagnata — e creano relazioni dirette con un pubblico che sceglie attivamente di premiare chi si comporta bene. In un mercato dove la reputazione vale quanto il prodotto, questo ha un prezzo. E oggi quel prezzo è ancora accessibile.